
Soluzioni pratiche e considerazioni frana Niscemi
Qui condivido articoli e riflessioni sulle ultime novità e tecniche per prevenire e gestire le frane, con un occhio attento alla sicurezza del territorio.
ettore marrone


Dormo poco e in queste notti il mio pensiero non fa che andare a Niscemi.
Come salvare la biblioteca e soprattutto mettere in sicurezza la cittadina?
Si può
Posto che cmq vada se non si fa nulla, appena le sabbie inizieranno a perdere umidità non avranno alcuna minima coesione e certamente si disporranno secondo l’angolo di attrito che chiaramente è bassissimo (30 – 35°), quindi la zona rossa verrebbe erosa ulteriormente, sino alla prossima pioggia importante dove si tornerebbe all’inizio come il gioco dell’oca.
Posto che a valle ci sono placche di terreno con fenditure di grandi dimensioni.
Posto che la portanza di quel terreno è minima allo stato attuale, propongo:
- Creazione di una fascia in zona sicurezza, ma il più vicino al piede frana, per la realizzazione di dreni e/o pozzi drenanti diffusi a profondità studiate e congrue.
- creazione degli scoli drenanti tipo pianura pontina o Regi Lagni a valle, con recupero e accumulo dell’acqua aspirata dai pozzi per i periodi estivi.
- Mentre le opere idrauliche di cui sopra verranno portate avanti, con i miei “SOStengo” opportunamente personalizzati allo scopo, anche per evitare la compattazione meccanica, che sarebbe deleteria per la rupe, si iniziano a fare bancate terrazzate con materiale leggero tipo pozzolane o inerti di riciclo certificato di demolizioni, che hanno un buon potere drenante e un basso peso specifico.
I SOStengo sono leggeri, altamente prestanti e permettono di operare in totale sicurezza.
In poco tempo si crea un contrafforte perenne addosso alla frana.
I tempi sarebbero rapidissimi e i risultati ottimi.
Il tutto rivestito con terreno vegetale e piante autoctone secondo i principi dell’Ingegneria Naturalistica.
Sono un pazzo visionario? A suo tempo il Prof. Guadagno ( ordinario di Geologia Applicata uni Sannio) così mi definì, quando venni “spedito” da Giuliano Sauli e Paolo Cornelini a Montaguto (frana enorme vicino Ariano Irpino) per la quale ho ideato le opere di contenimento al piede curate nel progetto da Ing.Paolo ….. di Lucca e nei calcoli dall’Ing Vittorino …. di Trento, ma quello era un contesto diverso, seppur ugualmente importante, complicato e pericoloso
Ettore Marrone
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